Il Subcomandante Marcos è tornato all’attacco. Armato solo di pipa e passamontagna, lo storico leader del movimento zapatista è uscito dal suo quartier generale - sulle montagne del Chiapas - per mettersi in ascolto del Messico dei senza voce.
Ribattezzato con il nome di delegato zero, Marcos – dopo cinque anni di isolamento – è partito in moto dalla comunità autonoma “
La Garrucha” per guidare l’Altra Campagna: un’iniziativa civile e pacifica, promossa dall’esercito zapatista, quello stesso gruppo di ribelli, che nel 1994 si alzarono in armi per difendere i diritti degli indigeni.
“Come popolazioni indigene e come messicani abbiamo subito le aggressioni di diversi paesi, non solo dell’impero spagnolo, ma anche di quello statunitense e di quello francese, vere e proprie invasioni di eserciti.
“E’ finita l’ora della resistenza, è finita l’ora della difesa, è arrivato il momento di attaccare, […] di passare all’offensiva. E’ l’unica opportunità che abbiamo per sopravvivere come nazione, come popolazioni indigene, come lavoratori del campo e della città”.
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